gazzaneo
 
cozza a cura di Edoardo Cozza
 

Ben 76 presenze e quattro gol in campionato a cui vanno aggiunte tre partite in Coppa Italia: Francesco Gazzaneo è stato un giocatore che ha contribuito a vivere pagine importanti della storia rossoblù a inizio anni ’90.

Nativo di Bologna, Gazzaneo arrivò a Cosenza nel 1990 e vi rimase quattro stagioni: le ultime della sua carriera, vissute come una sorta di “ritorno a casa”: «Mio padre è di Belvedere Marittimo e mai avrei mai pensato di andare a giocare nella città della provincia di cui era originario. Basti pensare che per me la provincia di Cosenza rappresentava la vacanza estiva, con i tornei sul lungomare alla Marina di Belvedere che organizzavano i bar o i club calcistici della zona».

Nella “sua” città, Gazzaneo si è trovato alla grande: «A Cosenza sono stato bene, perché già mi ci trovavo bene da piccolo e poi sono rimasto legato a tante persone anche al di là del calcio. Ancora d’estate torno lì nella zona di Belvedere, per sentire i profumi e respirare quell’aria che non è cambiata da quando venivo da ragazzo e arrivavo dopo viaggi infiniti. Insomma, un legame ancora profondo».

E poi ci sono anche i ricordi di campo: ci sono state stagioni col Cosenza nelle zone alte della classifica e altre dove si è sofferto parecchio. Ma Gazzaneo sottolinea: «Giocare a Cosenza, qualunque fosse l’obiettivo, è sempre stato un piacere per l’ambiente e per il tifo».

Una cornice di pubblico quella degli anni ’90 che, oggi, allo stadio San Vito-Marulla è difficile da vedere: «Disaffezione oggi? Non credo - spiega l’ex rossoblù - e non è questioni di abitudini diverse, Sky e affini. Dipende dagli obiettivi, dalla posizione in classifica: se il Cosenza lotta per i vertici, lo stadio si riempie. Io vedo ciò che accade a Bologna o a Ferrara con la Spal: un campionato a vincere crea entusiasmo».

Però Gazzaneo dice la sua anche su come pensa debba essere gestita una società come il Cosenza, dove Guarascio ha evitato spese folli: «Agire con oculatezza è fondamentale, il presidente deve fare delle scelte legate alle sue possibilità d’investimento. Ma programmazione dev’essere la parola d’ordine: se si spende bene, gli obiettivi si raggiungono. E anche sui vivai: l’organizzazione del settore giovanile è fondamentale e si deve capire che sono investimenti a lunga scadenza. Solo se si capiscono questi punti si può fare un ottimo vivaio che dia ottimi frutti».
 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 8  1
 PARTITE VINTE   1 0 8 1
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 0 7
 PARTITE PERSE   0 8 9 3
 RETI FATTE
  3 3 2 4
 RETI SUBITE   3 0 3 3
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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