Urban interno
 
a cura di Roberto Barbarossa
 
"Cosenza è tutto per me. Qui ho passato gli anni più belli ed esaltanti della mia carriera. Prima da calciatore, poi da allenatore ed infine come Team Manager". Parola di Alberto Urban. Forse più degli altri ex rossoblù sino ad ora sentiti, fa trasparire l'emozione e la gioia di parlare del Cosenza e di Cosenza:"Come non ricordare gli anni trascorsi in riva al Crati. Vincemmo un campionato straordinario, fu una cavalcata irripetibile ed esaltante che riuscì a portare entusiasmo non soltanto in città ma in tutta la Provincia perchè, il Cosenza, era di tutta la Provincia. Come non ricordare il San Vito sempre pieno, la gente che ti seguiva dappertutto e ti faceva sentire davvero importante. Un calcio bellissimo che, purtroppo, non esiste più oggi". E di quel Cosenza, Alberto fu uno degli interpreti principali. Come non ricordare le sue volate, i suoi dribbling con i quali faceva ammattire le difese avversarie e poi quel gol contro la Nocerina, nella partita che sancì il ritorno tra i cadetti:"E chi lo dimentica! Ricordo il percorso in pullmann dalla sede del ritiro allo stadio con la gente che già ci incitava e ci applaudiva al nostro passaggio. Poi l'ingresso in un San Vito pieno come un uovo: bandiere, striscioni, trombe e quella curva davvero splendida ed unica. Praticamente era una partita già vinta in partenza. Anche i nostri avversari lo sapevano che non ci sarebbe stata storia: noi eravamo carichi al massimo, la spinta dei nostri tifosi incredibile per cui fu automatico vincere. Per me, poi, bellissimo realizzare il gol del due a zero. Mi piace ricordare l'abbraccio con il mio amico Massimo Mitidieri, a simboleggiare l'abbraccio con tutti i tifosi della provincia, per festeggiare un traguardo storico". Sembra ieri ma sono passati quasi trent'anni:"Si, ne è passato di tempo ma è come se fosse ieri. Dopo quella grande gioia, la delusione per la mancata promozione, l'anno successivo, in serie A: resta il più grande rammarico della mia carriera non avere portato Cosenza ed i suoi tifosi nella massima categoria a causa della classifica avulsa. Lo avrebbe meritato la tifoseria e, statene certi, con quella rosa, avremmo ben figurato anche in serie A se consideriamo i giocatori che avevamo in squadra: il grande Gigi, Venturin, Padovano, Lombardo e tanti altri che hanno poi giocato in serie A ed in cadetteria ben figurando. Dopo un avvio di stagione lento, ingranammo ben presto e finimmo il campionato in crescendo: ricordo la vittoria a Bari per 3 a 0 e se contro l'Udinese avessimo avuto un briciolo di buona sorte in più, avremmo sicuramente cambiato la storia del calcio cosentino". Reduce da un intervento necessario e perfettamente riuscito, oggi Urban allena i giovani:"Si, in questo momento sto aiutando due miei cari amici, seguendo una Scuola calcio. Mi piace lavorare con i giovani, trasmettere loro la mia esperienza, quello che ho imparato in tanti anni di professionismo: è il mondo più bello in un calcio che, a mio giudizio, sta morendo. Non ci sono più i Presidenti di una volta, mancano le risorse finanziarie e tutto è più difficile. Oggi, poi, i Presidenti credono di capire di calcio e vogliono dettare le formazioni, dare lo schema tattico da utilizzare senza conoscere le caratteristiche dei giocatori. Ho sempre pensato, ed oggi ne sono ancora più convinto, che il Presidente migliore sia uno che, di calcio, non ne capisce e che abbia sì la passione ma, soprattutto, l'intelligenza di affidarsi a gente competente e del mestiere". Inutile dire che Alberto segue sempre il Cosenza:"Ovviamente sono costantemente informato su quello che fa la squadra e sono contento dei risultati degli ultimi anni. Vedo che c'è una società seria, capace di programmare con attenzione, senza sprechi riuscendo così ad assicurare continuità e futuro al calcio cosentino. Io spero davvero che a Cosenza possa ritornare l'entusiasmo di un tempo, che si possa tornare quanto prima in serie B e poi pensare alla serie A. Oggi siamo tutti contenti per il Crotone e non vedo perchè, Cosenza, non possa ambire a questo obiettivo. Certo, oltre alla società seria, all'entusiasmo della gente che deve tornare in massa allo stadio, è necessario anche un pizzico di fortuna, quella che mancò a noi nell'anno di Giorgi. Cosenza tutta merita davvero tanto e, dal profondo del cuore, non posso che augare a tutti i miei amici cosentini, le migliori fortune. Approfitto di questo spazio e vi ringrazio, per salutare tutti con grande affetto e sincerità. A presto". Grazie Alberto. Per quello che hai rappresentato per il calcio cosentino e per l'affetto che abbiamo colto nel parlare con te. Sin dal primo saluto.
 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 6  2
 PARTITE VINTE   1 0 7 7
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 0 0
 PARTITE PERSE   0 8 8 4
 RETI FATTE
  3 3 0 2
 RETI SUBITE *   3 0 0 9
 * 3 reti a tavolino;

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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