Il mondo fatato di Guarascio così lontano dalla realtà
 
a cura di Eliseno Sposato
 

Che il presidente Guarascio viva in un mondo tutto suo lo abbiamo imparato e metabolizzato da svariati anni, ma che il suo mondo “fatato” fosse così distante dalla realtà non lo potrebbe immaginare neanche il più incrollabilmente fedele dei suoi sostenitori. E se noi ancora oggi, all’indomani della sua ennesima incredibile uscita mediatica, non riusciamo a capire se il patron rossoblù ci è o ci fa, non possiamo fare altro che inorridire davanti al Guarascio pensiero, sempre più lontano dalla realtà.
Per provare a ragionarci su occorre fare un passo indietro e tornare a ieri sera quando il presidente del Cosenza calcio è stato intervistato dall’inviato di Rai Sport, nei minuti precedenti la gara con il Frosinone.
Con la squadra che arranca stabilmente in zona retrocessione da quando è iniziato il campionato, il patron silano esordisce dicendo: “Sono convinto che quest’anno abbiamo una rosa composta da giocatori qualitativamente migliori e più motivati rispetto a dodici mesi fa”.
Peccato che i fatti smentiscono clamorosamente il presidente visto che la sua rosa competitiva ha collezionato finora la bellezza di sei sconfitte negli incontri casalinghi,  la miseria di solo 5 vittorie contro le 12 sconfitte  totalizzate cui si aggiungono gli otto pareggi. Lo scorso anno alla 23 giornata il Cosenza aveva accumulato solo 8 sconfitte delle quali una a tavolino, questa sì tutta merito del presidente, 5 vittorie come oggi e 9 pareggi conquistando 24 punti contro i 23 di oggi nonostante lo scorso anno si fosse giocata una partita in meno per via delle 19 squadre iscritte al campionato, contro le 20 di questa stagione. Quindi la rosa più competitiva non risponde con i fatti sul campo, speriamo lo faccia alla fine del campionato. Quando ai giocatori più motivati, basterebbe guardare alla prestazione di ieri sera di calciatori come Pierini, Sciaudone o Kanoute per stendere un velo pietoso sulle convinzioni del patron.
Guarascio poi continua da “core ingrato” nei confronti di Braglia liquidato con poche e lapidarie parole: “A Braglia dico grazie per quanto ha fatto soprattutto nel suo primo anno”. No presidente, A Braglia deve dire grazie per tutto il suo percorso sulla panchina rossoblù, non solo per i risultati conquistati come la promozione a sorpresa e la salvezza dello scorso anno, ma ancor di più per avere avallato e difeso le sue scelte scellerate in sede di calciomercato, fatto da parafulmine in ogni occasione ed avere fatto le nozze con i fichi secchi come dice il vecchio adagio.
Ma il meglio Guarascio ce lo riserva subito dopo: “Abbiamo obiettivi ambiziosi. Questa città ha un sogno e noi stiamo lavorando per coronarlo. Ci stiamo muovendo su ogni fronte. Siamo molto attivi nel sociale e inoltre stimo investendo molto nel settore giovanile”.
Quindi abbiamo una bella notizia da dare. Guarascio sta lavorando per la Serie A. Peccato che nessuno se ne sia accorto. L’idea del presidente del nostro amato Cosenza è quello di programmare una promozione in Serie A costruendo le squadre senza investire un euro. Lui crede che basti prendere giocatori in prestito, pescare nel mercato degli svincolati o dei calciatori messi fuori rosa da altre squadre per compiere il salto di qualità necessario a coronare il sogno dei cosentini. Non c’è mai stata sino ad oggi la lungimiranza di mettere sotto contratto i calciatori più validi per poi venderli e fare cassa, il caso Dermaku è emblematico in questo senso.
Meno male che nessuno dei tifosi rossoblù crede a queste baggianate. Per vincere un campionato occorre investire dei capitali su calciatori e tecnici adeguati, dotare la squadra di strutture efficienti, organizzazione impeccabile e quanto altro serva, perché la fortuna può andare bene una volta e non sempre basta averla al proprio fianco. Quanto agli investimenti sul settore giovanile sarebbe meglio stendere un velo pietoso, visto come in quasi dieci anni di proprietà Guarascio, non abbiamo avuto la gioia di vedere un solo calciatore emergere ed arrivare a giocare stabilmente in prima squadra. Non esistono campi di allenamento adeguati, foresterie dove far crescere ragazzi che arrivano dalla provincia, così come non esiste una rete di osservatori che possa far arrivare i talenti locali a giocare con la maglia del Cosenza. Il settore giovanile si regge solo sul lavoro di tecnici e ragazzi che scendono in campo per onorare il nome della Cosenza sportiva, ma degli investimenti che millanta Guarascio non c’è traccia.
Infine il colpo di genio arriva sulla giustificazione che il presidente trova per la pessima classifica della squadra: “Levando gli ultimi cinque minuti delle partite il Cosenza sarebbe al settimo posto. Finora siamo stati condannati dagli episodi potrebbe essere un’idea chiedere alla lega di giocare fino all’ottantacinquesimo”. Una battuta simpatica come un vegetale spinoso inserito in orifizi poco opportuni da esplorare.
la considerazione finale da fare è quella di riportare il presidente Guarascio alla realtà che è molto più oscura di quel mondo fatato in cui lui sembra praticare il suo hobby preferito, perché il Cosenza è dentro ad un tunnel in cui l’uscita si allontana ogni giorno che passa se non la si affronta con raziocinio e con la voglia di lottare. Tutte cose che ahimè non appartengono al signor Eugenio Guarascio.


 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 8  6
 PARTITE VINTE   1 0 8 2
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 0 8
 PARTITE PERSE   0 8 9 6
 RETI FATTE
  3 3 3 0
 RETI SUBITE   3 0 4 1
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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