Perrotta doppia
 
a cura di Roberto Barbarossa
 
"Posso dire di avere smentito il detto "Nemo propheta in patria". Si percepiscono chiaramente la soddisfazione e l'orgoglio da parte di Walter Perrotta quando, dall'altra parte del telefono, pronuncia questa frase. Tre campionati con la casacca del Cosenza a cavallo tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80:"Sono stati anni bellissimi che hanno segnato in maniera importante e decisiva la mia crescita personale e professionali. Non avevo neanche venti anni quando indossai, per la prima volta, la maglia della squadra della mia città: era la stagione 1977-1978 quando, dopo i noti fatti contro la Paganese, fummo costretti a giocare per oltre un anno sui campi di tutta la Calabria. Grandi sacrifici da parte della società, di noi giocatori e dei nostri tifosi che non ci fecero mancare mai il loro apporto. Io avevo davanti giocatori importanti come Curcio e Cracchiolo ma riuscii a ritagliarmi il giusto spazio, togliendomi diverse soddisfazioni ma, soprattutto, imparando molto da questi calciatori". Per i tifosi, Perrotta era "motorino":"Furono gli stessi tifosi a darmi questo soprannome per il mio modo di giocare: correvo tantissimo sfruttando le mie qualità che mi avevano consentito di vincere i campionati studenteschi nei 1.000 metri, facevo pressione, ora si dice pressing, sugli avversari e non mi fermavo mai buttando sul terreno di gioco ogni energia". Perrotta ha legato il suo nome alla storica promozione in C1 nella stagione 1979/1980 quando, sulla panchina dei lupi, sedeva Nedo Sonetti:"Stagione esaltante, ero giovanissimo ed avevo davanti mostri sacri come Labellarte, Berardi e Tucci ma, nonostante questo, non mi diedi mai per vinto, determinato a giocarmi tutte le carte. Già nel ritiro estivo, Sonetti mi cominciò a tenere sotto stretta osservazione definendomi "Un genialoide dell'area di rigore", incitandomi a dare sempre il massimo in ogni allenamento. E così fu. Dopo poco conquistati la maglia da titolare contribuendo, con le mie reti, alla vittoria del campionato. Come dimenticare l'ultima gara casalinga contro il Potenza: San Vito pieno, credo fossero circa 20.000 i tifosi sugli spalti che ci spinsero alla vittoria decisiva grazie al mio gol che è passato alla storia. Prima della gara, D'Astoli predisse il tutto, descrivendo praticamente l'azione. E dire che mi marcava un giocatore forte come Romolo Rossi che, poi, fece una carriera importante". Dopo Cosenza, Perrotta fu venduto alla Sambenedettese:"Io ero praticamente di proprietà del compianto Spadafora che mi cedette, per centoventi milioni di lire al Marsala. Rifiutai perchè non volevo andare in C/2 dopo avere vinto un campionato e così, dopo poche ore, lo stesso Sonetti mi comunicò che ero stato ceduto alla Sambenedettese per 95 milioni. Ovviamente non fui contento ma dovetti accettare. Comunque la mia più grande soddisfazione è avere giocato nella squadra della mia città, avere indossato i colori rossoblù che resteranno, sempre, nel mio cuore".   
 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 6  3
 PARTITE VINTE   1 0 7 7
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 0 0
 PARTITE PERSE   0 8 8 5
 RETI FATTE
  3 3 0 2
 RETI SUBITE   3 0 1 0
 

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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