Marino2
 
a cura di Roberto Barbarossa
 
Calciatore prima e dirigente poi. Dire che Francesco "Ciccio" Marino ha scritto pagine importanti e indelebili della storia del Cosenza Calcio non è, certamente, un'eresia. Lo rintracciamo telefonicamente dopo che ha assistito all'ennesima partita di giovani, nella sua Cerisano, insieme:"Agli amici di sempre, tifosissimi del Cosenza, oggi più che mai carichi e contenti per il campionato che la squadra sta disputando". Dopo una vita trascorsa sui campi di calcio, difensore arcigno e difficile da superare prima, dirigente del Cosenza poi e per sei anni osservatore della Juventus:"Un'esperienza fantastica, indimenticabile, che mi ha arricchitto tantissimo sia professionalmente che personalmente dandomi la possibilità di viaggiare, conoscere nazioni, luoghi, persone e culture diverse, così da potere aprire la mente verso orizzonti, modi di fare e di pensare diversi dai miei", Ciccio segue i giovani del Marca, la scuola calcio voluta e fondata da Gigi Marulla:"Me lo aveva chiesto da tempo e, dopo la sua tragica scomparsa l'estate scorsa, non ho potuto rifiutare proprio per l'affetto ed il legame che avevo con Gigi. E' bello trasmettere la tua esperienza, quello che hai imparato in tanti anni di calcio a livello professionistico ai ragazzi". Il calcio ieri ed il calcio oggi:"Rispetto agli anni in cui ho giocato io, oggi è tutto cambiato come, del resto, sono cambiati il mondo, la società, il modo di vivere e di relazionarsi. La televisione, internet hanno rivoluzionato il modo di vivere il calcio da parte dei tifosi; secondo me non c'è più la passione di una volta. La gente, soprattutto quelli che abitano in provincia, se possono vedono le partite a casa o al bar con gli amici: basta accendere un televisore o un computer e puoi vedere quello che vuoi. AI miei tempi, dai paesi della provincia, si organizzavano e venivano al San Vito in centinaia: oggi questo manca ma, purtroppo, non puoi farci niente. E' il prezzo che si deve pagare alla tecnologia che ti porta gli avvenimenti in casa come e quando vuoi". Tanti anni in rossoblù, tanti i ricordi, i fatti, gli aneddoti che Ciccio porta con sè:"Il rammarico più grande è quello di non essere riusciti a vincere il campionato di serie B pur essendoci andati vicini più di una volta. Soprattutto l'anno di Giorgi quando, soltanto la classifica avulsa, ci condannò pur avendo, secondo me, la squadra più forte. Inevitabilmente la mente ritorna alla gara contro l'Udinese. Tutti ricordiamo il palo di Lombardo ma, se ci pensi bene, in quella gara non è che avemmo grandi occasioni da rete. L'errore fu quello di non avere preparato bene, in settimana, la partita che era decisiva: se avessimo vinto saremmo andati in serie A. Bene, nei giorni precedenti la domenica, non riuscimmo a caricare a dovere l'intero ambiente, si pensò a festeggiare prima e, come sempre accade, quando festeggi in anticipo non si vince. Già durante la fase di riscaldamento, ebbi sensazioni negative: lo stadio che applaudì ancora prima di iniziare Nedo Sonetti, il nostro grande e compianto Giorni che, uscendo dallo spogliatoio, si mise ad applaudire i tifosi. Insomma: non vedevo la giusta concentrazione, la necessaria determinazione e provai a spronare tutti al rientro negli spogliatoi, dopo il riscaldamento gridando con i miei compagni. Il mister mi disse di finirla, altrimenti non mi avrebbe fatto giocare e io gli risposi che poteva anche non mandarmi in campo perchè, tanto, quella partita non l'avremmo vinta. Purtroppo accadde proprio questo: avevamo trattato Sonetti e l'Udinese senza la giusta cattiveria, non considerandoli per quelle due ore "nemici" dal punto di vista sportivo". Un racconto davvero inedito, che ci aiuta a conoscere meglio un pezzo di storia calcistica cosentina e che non finise qui:"La conferma mi arrivò qualche anno dopo da Storgato, quando Massimo venne a giocare con il Cosenza. Mi confessò che loro temevano molto quella partita, sapevano che il Cosenza si sarebbe giocato un pezzo importante di serie A e si aspettavano un clima caldissimo. Trovarono, invece, un ambiente "morbido" e questo li tranquillizzò. Ecco: avremmo dovuto fischiare Sonetti fino alla fine della partita per poi applaudirlo dopo ma, purtroppo, non andò cosi". Dal passato al presente. Marino segue sempre il Cosenza che giudica:"Un'ottima squadra, unita, compatta, difficile da affrontare, con una difesa granitica e capace, sempre, di fare gol. Un plauso alla società, a Roselli che sta lavorando benissimo ed a Meluso che, oltre ad essere un grande uomo, è un professionista serio, competente che sa il fatto suo. Credo che, fino alla fine, mantenendo queste caratteristiche e con la spinta del pubblico, potrà dire la sua per la promozione diretta in serie B". E detto da uno che, di calcio, ne capisce moltissimo, non può che essere vero. Grazie Ciccio e a presto!. 
 

L'ANALISI DEI NUMERI

IL COSENZA IN CAMPIONATO

 PARTITE GIOCATE
  2 8 6  2
 PARTITE VINTE   1 0 7 7
 PARTITE PAREGGIATE   0 9 0 0
 PARTITE PERSE   0 8 8 4
 RETI FATTE
  3 3 0 2
 RETI SUBITE *   3 0 0 9
 * 3 reti a tavolino;

DALL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO

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